Letta: "Nessun rischio per il governo dalla vicenda Berlusconi"
“Il governo è stabile e concentrato sui suoi obiettivi e non credo ci saranno conseguenze da vicende esterne, anche di natura giudiziaria”. Lo ha dichiarato Enrico Letta, nel corso di un incontro con la stampa estera, riferendosi alla decisione presa ieri dalla Corte Costituzionale sul legittimo impedimento dell'ex premier e leader del Pdl Silvio Berlusconi. Europa, riforme e giustizia sono stati gli altri punti affrontati dal premier nel corso della conferenza stampa. Merlo L’ipotesi di un Cav. che regge all’azzoppamento come leader da lontano - Ferrara Ingiustizia costituzionale - Risposta di buon senso politico a una Consulta senza buon senso. Otto mesi di lavoro per Coppi
13 AGO 20

“Il governo è stabile e concentrato sui suoi obiettivi e non credo ci saranno conseguenze da vicende esterne, anche di natura giudiziaria”. Lo ha dichiarato Enrico Letta, nel corso di un incontro con la stampa estera, riferendosi alla decisione presa ieri dalla Corte Costituzionale sul legittimo impedimento dell'ex premier e leader del Pdl Silvio Berlusconi. Europa, riforme e giustizia sono stati gli altri punti affrontati dal premier nel corso della conferenza stampa.
Governo. "La sensazione e il sentimento di partenza è che a 50 giorni dall'inizio di questo impegno, anche se a me sembra una vita, le cose stanno andando bene, come mi aspettavo e come speravo". Ha esordito così il Presidente del consiglio italiano, Enrico Letta, interpellato sulla stato di salute del suo governo. “Vivo questa esperienza, giorno per giorno, con grande determinazione – ha aggiunto Letta - e se ogni tanto non sorrido è perchè caratterialmente sono così ma in privato sorrido molto. Ci saranno occasioni - assicura – per sorridere".
Letta non vede il pericolo di elezioni anticipate all’orizzonte. "Non vedo elezioni anticipate a breve – ha dichiarato - non mi sembra che ci sia questa situazione". "Votare con questa legge elettorale – ha però aggiunto – ci riporterebbe, come nel Gioco dell'oca, alla casella di partenza: è molto meglio lavorare per ottenere risultati sul rilancio economico e contemporaneamente fare la riforma costituzionale e della legge elettorale".
Mediaset e giustizia. "Vedo il governo stabile e concentrato sui suoi obiettivi. Non credo ci saranno conseguenze da vicende esterne, anche di natura giudiziaria", ha dichiarato il premier all’indomani della decisione della Consulta sul conflitto di attribuzione relativo la processo Mediaset, su cui sarà chiamata a pronunciarsi ora la Cassazione. "Per motivi che non sto qui a indagare – ha sottolineato Letta - negli ultimi 20 anni si è intervenuti solo sulla giustizia penale". "Il mio obiettivo principale è lavorare per un'Italia affidabile - ha aggiunto - e l'affidabilità parte dal rispetto delle regole. Nel decreto approvato sabato ci sono 80 interventi, alcuni dei quali rivoluzionari, come ad esempio quello sulla giustizia civile". "Tante volte - rileva - mi sono sentito dire che il problema principale per investire era una 'weak rule of law' e se tutti, o tanti, ti ripetono questo, vuole dire che le regole non sono certe o applicate in maniera uguale per tutti". "Ma – ha poi concluso il premier - si può stare e investire in Italia senza l'incertezza e la precarietà della regole: bisogna eliminare dal nostro vocabolario la parola 'scorciatoia' che da noi è un valore, ma che secondo me è un disvalore".
Europa. Spazio poi all’Europa, in quello che è il day after del G8 appena conclusosi in Nord Irlanda. "Continuiamo tutti sbagliando a guardare il bicchiere mezzo vuoto, siamo sempre a parlare male dell'Europa e dell'euro, ma dobbiamo iniziare a parlare delle vicende europee interpretandole come una storia di successo – ha ammonito il premier italiano -: in questi giorni la Lettonia entra nell'euro, la Croazia entra nell'Unione e la Serbia si avvicina. Zagabria, Riga e Belgrado sono tre grandi capitali”.
Per Letta “i due punti fondamentali” che l’Unione europea dovrà affrontare da subito sono "la lotta alla disoccupazione giovanile e la banking union. Uscire dal Consiglio con impegni generici e frasi di circostanza sarebbe un autogol che l'Europa in questo momento non può permettersi. Questo è il Consiglio che da il là alle elezioni europee dell'anno prossimo: se si dà un messaggio debole o di routine, il prossimo Parlamento europeo sarà il Parlamento più antieuropeo della storia dell'Europa".
Letta non vede il pericolo di elezioni anticipate all’orizzonte. "Non vedo elezioni anticipate a breve – ha dichiarato - non mi sembra che ci sia questa situazione". "Votare con questa legge elettorale – ha però aggiunto – ci riporterebbe, come nel Gioco dell'oca, alla casella di partenza: è molto meglio lavorare per ottenere risultati sul rilancio economico e contemporaneamente fare la riforma costituzionale e della legge elettorale".
Mediaset e giustizia. "Vedo il governo stabile e concentrato sui suoi obiettivi. Non credo ci saranno conseguenze da vicende esterne, anche di natura giudiziaria", ha dichiarato il premier all’indomani della decisione della Consulta sul conflitto di attribuzione relativo la processo Mediaset, su cui sarà chiamata a pronunciarsi ora la Cassazione. "Per motivi che non sto qui a indagare – ha sottolineato Letta - negli ultimi 20 anni si è intervenuti solo sulla giustizia penale". "Il mio obiettivo principale è lavorare per un'Italia affidabile - ha aggiunto - e l'affidabilità parte dal rispetto delle regole. Nel decreto approvato sabato ci sono 80 interventi, alcuni dei quali rivoluzionari, come ad esempio quello sulla giustizia civile". "Tante volte - rileva - mi sono sentito dire che il problema principale per investire era una 'weak rule of law' e se tutti, o tanti, ti ripetono questo, vuole dire che le regole non sono certe o applicate in maniera uguale per tutti". "Ma – ha poi concluso il premier - si può stare e investire in Italia senza l'incertezza e la precarietà della regole: bisogna eliminare dal nostro vocabolario la parola 'scorciatoia' che da noi è un valore, ma che secondo me è un disvalore".
Europa. Spazio poi all’Europa, in quello che è il day after del G8 appena conclusosi in Nord Irlanda. "Continuiamo tutti sbagliando a guardare il bicchiere mezzo vuoto, siamo sempre a parlare male dell'Europa e dell'euro, ma dobbiamo iniziare a parlare delle vicende europee interpretandole come una storia di successo – ha ammonito il premier italiano -: in questi giorni la Lettonia entra nell'euro, la Croazia entra nell'Unione e la Serbia si avvicina. Zagabria, Riga e Belgrado sono tre grandi capitali”.
Per Letta “i due punti fondamentali” che l’Unione europea dovrà affrontare da subito sono "la lotta alla disoccupazione giovanile e la banking union. Uscire dal Consiglio con impegni generici e frasi di circostanza sarebbe un autogol che l'Europa in questo momento non può permettersi. Questo è il Consiglio che da il là alle elezioni europee dell'anno prossimo: se si dà un messaggio debole o di routine, il prossimo Parlamento europeo sarà il Parlamento più antieuropeo della storia dell'Europa".